Valpolicella

Per capire la Valpolicella basta ammirare il panorama che si gode dalla piazza della Pieve di San Giorgio, presso S. Ambrogio di Valpolicella: il clima dell’antico mondo medievale del paesino dominato dalla chiesa, il Garda ormai prossimo, la pianura coperta di vigneti e i paesi circostanti, le vallate che si aprono a pettine verso nord lungo la dorsale lessinica.

E poi la Pieve, vero gioiello artistico di tutto il comprensorio, grazie alla antichissima struttura a tre navate del VIII sec. in pietra locale, che unisce elementi romanici (il campanile e il chiostro) e longobardi (il ciborio, gli affreschi di Cristo Pantocratore e dell’Ultima Cena).

E ancora il Parco Archeologico adiacente, con resti di insediamenti risalenti addirittura al IV secolo a.C., e il Museo che raccoglie testimonianze di storia, arte e cultura locale. Un luogo magico, da visitare magari a novembre in occasione della festa “de le fa’e”.

Ma la Valpolicella è nota anche per le sue ville venete, come Villa Rizzardi con i suoi giardini settecenteschi e Villa Novare-Bertani.
E infine un’altra preziosità del periodo medievale: la Pieve di San Floriano, che rivaleggia con le chiese della città di Verona, riproponendone le proporzioni, la struttura e la raffinatezza delle decorazioni.

In un lembo della provincia veronese, compreso tra la pianura e i monti Lessini, si sviluppa la Valpolicella, terra di storia, cultura e buoni vini.
Una destinazione non solo per il turismo del vino, nonostante il richiamo del nobile ed austero Amarone, del dolce e suadente Recioto e dell’omonimo vino rosso assorto ormai agli onori della fama internazionale. Ma un paesaggio fatto di dolci colline, che nulla hanno da invidiare alle famose aree vinicole della Toscana e del Piemonte, e piccoli centri ricchi di storia e di tradizioni.

Una visita alla Valpolicella si può abbinare alla vicina Verona, oppure al lago di Garda, o ai monti Lessini. Ricercatissima è anche la gastronomia di questi luoghi, da apprezzare nelle tante trattorie, negli agriturismi e nei ristoranti tipici: la polenta brustolà e sopressa, le papardele coi figadini, la pasta e fasoi, il lesso co’ la pearà, la pastisada e, per concludere in bellezza, la pisota o pastafrola col Recioto.
I vini sono invece da assaggiare assolutamente al fresco di una cantina, apprendendo direttamente dal produttore i metodi e i segreti della vinificazione di vini rossi di altissimo livello.

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